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domenica 30 maggio 2010

ATALANTA o ATALANTE



 Figlia di Schenèo, re di Sciro. Allevata da un'orsa divenne esperta cacciatrice e velocissima nella corsa che nessuno era capace di raggiungerla. Quando il padre volle darle marito, Atalanta, ricordando quanto le era stato detto dall'oracolo, secondo il quale se si fosse sposata, pur restando in vita non sarebbe più stata una creatura umana. Allora per liberarsi dalle molestie dei pretendenti, disse che avrebbe scelto colui che fosse stato capace a vincerla nella corsa, durante la quale armata di arco, avrebbe ucciso quelli che non fossero riusciti a superarla. Quando si presentò Ippomene, il quale prima di esporre la vita, aveva chiesto aiuto alla dea Afrodite, che gli aveva regalato delle mele d'oro, indicandogli pure come doveva farne uso. Cominciata la gara, Ippomene fingendo di lasciar cadere inavvertitamente i vistosi frutti, preseguiva imperterrito nella corsa, mentre Atalanta vinta dalla curiosità, si chinava a raccogliere ed ammirare le insidiose mele, intanto Ippomene toccava vittorioso la mèta ottenendo così l'ambito premio. La gioia fù tale che il giovane dimenticò di ringraziare la dea che lo aveva aiutato e così causò lo sdegno della dea che abbandonò al loro destino la coppia, la quale per aver profanato il tempio della dea Cibele furono da ella mutati uno in leone e l'altra in leonessa.

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