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lunedì 17 maggio 2010

ARTEMIDE

L'immagine classica di Artemide ce la mostra come l'incarnazione della natura. Natura che va intesa così come la vedeva l'uomo antico: valli solitarie, alture remote, migliaia di vite che germogliano, crescono, stormiscono, cantano, si agitano, si cercano, si generano, si distruggono. Certamente la natura ha anche un altra sembianza: terribile, demoniaca, distruggitrice e generatrice ma questa sembianza è data ad altre divinità e non ad Artemide. Essa rappresenta la natura estiva e vibrante di luce. Così come Apollo anche Artemide è lontananza e purezza, con le differenze dovute al sesso. In Apollo il distacco e la purezza sono la conseguenza di un virile atto di volontà ragionata, In Artemide si tratta dell'ideale dell'esistenza fisica dell'essere donna. Caccia per monti e boschi seguita dalle sue compagne, le Ninfe con le quali danza sui prati in fiore. Artemide essendo dea della natura è molto vicina agli animali sia curandoli che cacciandoli. Come cacciatrice il suo simbolo è l'arco ma non solo di giorno, anche di notte al lume di torce andava a caccia. La natura a volte è crudele e così anche Artemide. Ama le sue ninfe come sorelle che scaccia via se si lasciano prendere dall'amore. Essa procura alle donne le doglie del parto e la febbre puerperale, ma contemporaneamente le assiste nel parto e si occupa pure di insegnare a curare ed educare i bambini. È rappresentata in abito da cacciatrice con faretra e arco con il capo ornato, spesso è accompagnata da un levriero o da un cervo.

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