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giovedì 26 marzo 2009

ORCHIDEA

Significato: di femminilità e amore, infatti sfioriscono molto presto entrambe; inconsciamente, riflette entrambe i sessi. C’era una volta, narra una leggenda di Eripo, un giovinetto bellissimo di nome Orchide, al quale, all’ inizio dell’ adolescenza, erano spuntati 2 abbondanti seni femminili, che in breve tempo, crescendo, anche il corpo, divenne così sinuoso e morbido, da sfuggire a ogni classificazione sessuale. Orchide, NN capiva + se fosse maschio o femmina, o insieme, e ne soffriva, perchè gli altri lo sfuggivano, trovandolo diverso da loro, tanto ambiguo, un ermafrodito. La sua ambiguità si rifletteva anche nel carattere, talvolta timido e schivo come una ninfa, talvolta agressivo e lussurioso come Pan. Un giorno, disperato, si gettò da una rupe, sfracellandosi su un prato, dove per incanto, spuntarono dal suo sangue, tanti fiori, l’ uno diverso dall’altro, ma simili alla fastosa e bizzarra sessualità. Ebbero così il nome di Orchidee, ossia fiori di Orchide. Vi erano quelle come “Orchissimia”, che sembravano nude e impudiche scimmiette; altre, come l’ orchidea odorosa, raffiguravano ciò che vi è di + celato nella femminilità; altre ancora, alludevano esplicitamente alla mascolinità. Per tale motivo, forse, gli efebi ateniesi, vestiti di bianco, cantavano lodi agli dei, con la fronte incoronata di orchidee. Questo simbolismo riemerge nell’ antica Cina, dove le orchidee, erano associate alla festa di primavera, e venivano utilizzate per allontanare le influenze negative, e in modo particolare la sterilità. Un medico, consigliava di mangiarne i tuberi come rimedio contro la sterilità, e nel medioevo, si attribuivano alle specie nostrane, le stesse proprietà fondatrice di cui parlavano gli antichi, tant’è vero, che le radici, venivano utilizzate per confezionare filtri ed elisir d’ amore. I greci, la chiamavano anche “sandalo del mondo”, per il labello rigonfio che si trova in molte specie spontanee nell’area mediterranea, e assomiglia alla punta della scarpetta (la Sicilia?). Ma la bellezza del fiore, ha evocato anche il simbolo dell’ armonia, perfino l’ emblema della perfezione spirituale; perchè la bellezza carnale e terrena, come insegna Platone, non è, se non una materializzazione, di quella invisibile ai nostri occhi mortali. Bellezza, che come il corpo androgino di Orchide, trascende ogni genere, essendo maschile e femminile insieme !!

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