una delle nove Muse: quella dell'Astronomia e della Poesia didascalica, figlia di Zeus e di Mnemosine. Secondo altri mitografi essa sarebbe invece figlia di Urano e di Gea.
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lunedì 15 novembre 2010
giovedì 4 novembre 2010
Selene, Sibille, Siringa
SELENE
Dea della luna e sorella di Elio. Ebbe delle avventure con Endimione,
Pan e Zeus. col quale generò Pandia la lucente, personificazione del chiarore del plenilunio.
SIBILLE
col nome di Sibille, Greci e Romani designarono alcune donne ritenute profetesse ispirate dagli dèi.
Se ne annoverano di solito una decina:
la Cumana,
la Dèlfica,
la Líbica,
la Sàmia,
l'Ellespòntica,
la Frigia,
la Pèrsica,
l'Eritrea,
la Tiburtina.
Più famosa di tutte fu la Sibilla Cumana, chiamata da Virgilio Deífobe.
Stava in una spelonca presso Cuma e dava responsi, scritti su foglie o orali,
che rimanevano sempre oscurissimi.
SIRINGA
Ninfa compagna di Artemide e che passava il tempo a cacciare con la dea. Un giorno Pan si innamorò di lei e Siringa per potere mantenere la sua verginità pregò le ninfe del fiume Ladone, che non riusciva ad attraversare, di aiutarla e le ninfe la mutarono in giunco. Quando Pan giunse al fiume usando quel giunco, costruì il flauto e lo chiamò Sirynx per ricordare la sua amata.
sabato 16 ottobre 2010
PSICHE
una fanciulla di rara bellezza. Rapita da Zefiro, visse in un palazzo d'oro. Fu amante di Eros, da cui ebbe una figlia (Voluttà). L'amore durò fino a quando Psiche, contravvenendo ad un patto sacro, cercò di scorgere il volto di Eros (invisibile amante). Abbandonata, fu sottoposta a una serie di dure prove da Afrodite,
(che invidiava la sua bellezza). Resa immortale da Zeus, mosso a compassione, si unì nuovamente ad Eros.
PERSEFONE
o Core, nei poemi omerici è la terribile moglie di Ade, il re dell'Tartaro, dall'aspetto spaventoso e dal volto simile a quello di Medusa; a lei, regina dei morti, si rivolgono gli uomini perchè le loro imprecazioni abbiano efficacia. Ma in un secondo tempo Persefone venne anche immaginata sotto aspetto ben diverso, cioè come figlia (Core) di Demetra, dea della terra apportatrice di vita, e di Zeus o, Poseidone o, secondo altri, di Stige. A questa seconda personalità di Persefone è legato il celebre mito: era la dea una dolce fanciulla che amava giocare con le Ninfe e cogliere fiori. Un giorno, mentre la vergine si diletta nei suoi svaghi, venne fuori dalla terra Ade che la rapì su un cocchio tirato da 4 cavalli e la condusse negli abissi terrestri. Demetra, per sfogare il suo dolore, impedisce alla terra di dare frutti e così tutti gli uomini rischiano di perire. Ma Zeus riesce a placare la dea facendo sì che Persefone possa rimanere con la madre per alcuni mesi dell'anno.
mercoledì 6 ottobre 2010
NOTTE o NYX
Dea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia
che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros.
Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò:
Etere, Thanatos, il Sonno (Hypnos),
il Sarcasmo (Momo),
le Moire,
i Sogni,
Nemesi,
e le Esperidi.
Era inoltre madre di personificazioni quali:
la Vecchia,
la Discordia,
la Discordia,
L'Inganno,
la Tenerezza,
la Sciagura,
la Miseria,
la Sorte,
Hemera,
il Giorno,
e le Kere.
venerdì 1 ottobre 2010
NEREIDI
Le cinquanta figlie del dio Nereo, Ninfe marine del Mediterraneo, distinte dalle Naiadi, che erano le Ninfe delle acque dolci, e dalle Oceanine, Ninfe dell'Oceano. La più celebre delle Nereidi fu Tetide, madre di Achille.
Ecco i loro nomi: Cimotoe, Speio, Glauconome, Nausitoe, Alie, Erato, Sao, Anfitrite, Eunice, Teti, Eulimene, Agave, Eudore, Doto, Ferusa, Galatea, Actea, Pontomedusa, Ippotoe, Lisianassa, Cimo, Eione, Alimede, Plessaure, Eucrante, Proto, Calipso, Panope, Cranto, Neomeris, Ipponoe, Ianira, Polínome, Autonoe, Melite, Dione, Nesea, Dero, Evagore, Psamate, Eumolpe, Ione, Dinamene, Ceto e Limnoria.
sabato 25 settembre 2010
Corrispondenze amorose
questi ingredienti, sono per i vostri incatesimi d'amore..
ricordatevi che, sono SOLO PER:
per attirare l'amore in generale,
per migliorare il raporto con il partner
per essere amorevoli e fascinosi
e NON PER VIOLARE L'ALTRUI LIBERTà d'amare,
la libertà di essere affascinati da voi, o meno, ecc!
colori appropriati :
rosa per amore romantico
rosso per amore, passione, sesso..
erbe ed incensi :
albicocca, cannella, fragola, pesca, vaniglia, rosa, viola, gardenia, loto, magnolia per fedeltà,
per il sesso...
mela verde, oppio e patchouly
pietre:
ambra, ametista, giada, pietra di luna, perla, quarzo rosa, smeraldo, topazio, turchese
giorno in cui operare:
venerdì, o anche gli altri giorni, tranne il martedì e il sabato!
fase lunare in cui operare:
luna piena eo crescente
chiamate, evocate, o pregate, la da Afrodite/Venere,
perchè vi assista ai vostri intenti..
ricordate anche, che.. la divinità è OBBLIGATA
ad ascoltare la vostre preghiere UMANE,
MA NON è OBBLIGATA ad esaudirle ^^ !
venerdì 24 settembre 2010
LE MUSE
erano ninfe delle sorgenti e delle acque Figlie di Zeus e di Mnemosine. Il sommo dio si unì per nove notti con la dea figlia di Urano e di Gea. Allo scadere della gestazione la dea partorì (nella Pieria ai piedi dell'Olimpo) nove bimbe: le Muse che presiedevano alla bella arte della musica. Esse erano:
Clio ispiratrice della storia,
Euterpe la rallegrante,
Talia la festosa,
Melpomene la cantante,
Tersicore che gode della danza,
Erato stimolatrice di nostalgie,
Urania la celeste,
Polinnia la ricca di Inni e
Calliope dalla bella voce.
Le Muse erano invocate dai poeti come ispiratrici dei loro canti.
LE MOIRE
Dee del Destino, figlie di Zeus e della Notte. Esse sono: Cloto la filatrice, Làchesi colei che aggiudica e Atropo colei che non può essere sviata. Il loro filato sono i giorni dei mortali: Cloto fila, Làchesi svolge il filo nel fuso, Atropo lo taglia. Ovviamente la lunghezza del filo determina la lunghezza della vita e stabilire questa lunghezza spetta a loro, nemmeno il potente Zeus può fare qualcosa per modificarla.
MIRRA
figlia di Cinira re di Cipro, nutrì un amore incestuoso (ispiratole da Afrodite) per il padre, il quale tentò poi di ucciderla, ma ella fuggì nei deserti d'Arabia, dove divenne madre di Adone e fu tormentata dal rimorso. Gli dei, mossi a pietà, la mutarono nell'albero a cui rimase il suo nome e le cui gocce di resina ricordano le amare lacrime da lei sparse.
domenica 19 settembre 2010
MEDUSA
Poseidone era innamorato di Medusa, e una notte la sedusse nel tempio di Atena. In risposta a questa offesa, la dea tramutò i capelli di Medusa in serpenti e fece sì che chiunque le guardasse gli occhi venisse tramutato in pietra.
Medusa fu uccisa da Perseo, che le mozzò la testa guardando la sua immagine riflessa sul suo scudo, lucido come uno specchio. Quando tagliò il capo, dal collo della Gorgone uscirono i figli che aveva generato dopo la notte con Poseidone, Pegaso e Crisaore.
Secondo Ovidio, dal suo sangue nacquero anche il corallo rosso e Anfesibena.
Inoltre, la sua testa continuava a rendere di pietra chiunque la guardasse anche dopo essere stata staccata dal corpo:
Perseo, infatti, la mostrò ad Atlante che diventò di pietra.
Infine, la testa di Medusa fu donata da Perseo ad Atena, in cambio dello specchio riflettente con il quale la dea gli aveva suggerito di affrontare Medusa, in modo che il mostro si uccidesse con il suo proprio sguardo.
Così fu, infatti e Atena, ricevutala in dono, la pose al centro della propria Egida.
giovedì 2 settembre 2010
LAMIA
Si concesse a Zeus che per sdebitarsi le diede il dono di potersi togliere e rimettere gli occhi. Dall'unione nacquero molti bambini che furono tutti uccisi da Era, fatta eccezione di Scilla. Lamia per vendicarsi rubava e divorava i figli altrui e il suo volto si trasformò in una maschera orrenda.
sabato 10 luglio 2010
IRENE e IRIDE
Irene :
la più giovane delle Ore, figlie di Zeus e di Temi; fu per i Greci e per i Romani
dea e personificazione della Pace.
Iride :
Figlia di Taumante e Elettra, sorella delle Arpie.
Personificazione dell'arcobaleno e messaggera degli dei.
lunedì 5 luglio 2010
IFIGENIA
Figlia di Agamennone e di Clitemnestra, nel momento in cui il padre stava per sacrificarla ad Artemide fu dalla stessa dea sostituita con una cerva ed assunta fra le sue sacerdotesse.
ifigenia documento wicki
GEA o GAIA
Dea primigenia della Terra, nata dal Caos, generò da sola Urano e il Ponto. Veniva venerata come divinità della terra e dei morti, considerato che i morti ritornano alla terra. Era raffigurata a mezza figura uscente dal suolo.
martedì 29 giugno 2010
ESTIA
Dea del focolare domestico. Era la prima figlia di Crono e di Rea, quindi sorella maggiore di Zeus. Il suo culto è uno dei più semplici ed è quasi privo di leggende. In uno dei pochi episodi si narra che, corteggiata da Poseidone e da Apollo, la dea chiese ed ottenne da Zeus di poter mantenere per sempre la sua verginità, in cambio ottenne grandi onori e il culto in tutte le case degli uomini nei templi di tutti gli dèi. Suo attributo è il focolare, santuario della pace e della concordia.
Estia, nella mitologia greca, era la dea del fuoco che arde in ogni focolare rotondo. È la meno conosciuta fra le divinità più importanti dell’antica Grecia. Era tuttavia tenuta in grande onore, veniva invocata e riceveva le offerte migliori in ogni sacrificio che i mortali presentavano agli dèi.
Genealogia
Esiodo la indica come figlia primogenita di Crono e di Rea, la più anziana della prima generazione degli dèi dell'Olimpo. Suoi fratelli e sorelle, in ordine di nascita, sono: Demetra, Era, Ade, Poseidone e Zeus. Apparteneva quindi al ristretto gruppo delle dodici maggiori divinità dell'Olimpo.
Esiodo la indica come figlia primogenita di Crono e di Rea, la più anziana della prima generazione degli dèi dell'Olimpo. Suoi fratelli e sorelle, in ordine di nascita, sono: Demetra, Era, Ade, Poseidone e Zeus. Apparteneva quindi al ristretto gruppo delle dodici maggiori divinità dell'Olimpo.
Estia e Vesta
Insieme alla sua equivalente divinità romana, Vesta, non era nota per i miti e le rappresentazioni che la riguardavano, e fu raramente rappresentata da pittori e scultori con sembianze umane, in quanto non aveva un aspetto esteriore caratteristico: la sua importanza stava nei rituali simbolizzati dal fuoco.
Insieme alla sua equivalente divinità romana, Vesta, non era nota per i miti e le rappresentazioni che la riguardavano, e fu raramente rappresentata da pittori e scultori con sembianze umane, in quanto non aveva un aspetto esteriore caratteristico: la sua importanza stava nei rituali simbolizzati dal fuoco.
Racconti mitologici
Fece voto di castità, non perché non fosse bella; infatti sia Poseidone che Apollo chiesero la sua mano a Zeus, che però, data la decisione della sorella di restare vergine ed evitando così un possibile concorrente al trono, respinse le loro proposte. Dopo un banchetto Priapo, ubriaco, tentò di farle violenza, ma un asino, col suo raglio, svegliò la dea che dormiva e gli altri dèi, che lo costrinsero a darsi alla fuga. L'episodio ha un carattere di avvertimento aneddotico per chi pensi di abusare delle donne accolte in casa come ospiti, sotto la protezione del focolare domestico: anche l'asino, simbolo della lussuria, condanna la follia criminale di Priapo.Omero narra che Estia riuscì a resistere alle seduzioni e alle persuasioni di Afrodite.
Simbologia
Suo simbolo era il cerchio e la sua presenza era avvertita nella fiamma viva posta nel focolare rotondo al centro della casa e nel braciere circolare nel tempio di ogni divinità. Talvolta viene raffigurata assieme ad Ermes, ma mentre quest'ultimo aveva il compito di proteggere dal male e di propiziare una buona sorte,
Estia santificava la casa. La sua prima raffigurazione è stata una pietra, denominata erma, dalla forma di una colonna.
Culto
Ogni città, nell’edificio principale, aveva un braciere comune, il pritaneo, dove ardeva il fuoco sacro di Estia, che non doveva spegnersi mai. Poiché le città erano considerate un allargamento del nucleo familiare, era adorata anche come protettrice di tutte le città greche.
Nelle famiglie, il fuoco di Estia provvedeva a riscaldare la casa e a cuocere i cibi.
Il neonato diventava membro della famiglia cinque giorni dopo la nascita, con un rito (anfidromie) in cui il padre lo portava in braccio girando attorno al focolare.
La novella sposa portava il fuoco preso dal braciere della famiglia di origine nella sua nuova casa, che solo così veniva consacrata.
I coloni che lasciavano la Grecia, portavano con sé una torcia accesa al pritaneo della loro città natale, il cui fuoco sarebbe servito a consacrare ogni nuovo tempio ed edificio. Un rito che sopravvive anche nelle Olimpiadi moderne.
Estia provvedeva il luogo dove sia la famiglia che la comunità si riunivano insieme: il luogo dove si ricevevano gli ospiti, il luogo dove fare ritorno a casa, un rifugio per i supplici. La dea e il fuoco erano una cosa sola e formavano il punto di congiunzione e il sentimento della comunità, sia familiare che civile.
« Per lungo tempo credetti stoltamente che ci fossero statue di Vesta, ma poi appresi che sotto la curva cupola non ci sono affatto statue. Un fuoco sempre vivo si cela in quel tempio e Vesta non ha nessuna effige, come non ne ha neppure il fuoco. »
(Ovidio, Fasti, VI, 255-258)
ECO
Ninfa dei boschi e delle sorgenti. Con Pan generò Lince. Dotata di grande parlantina Zeus, si serviva di lei per trattenere la gelosa Era, ogni volta che s'incapricciava di qualche donna. Era apprezzava molto la ninfa, finché accortasi della presa in giro, la punì a non potere parlare se non interrogata e nel rispondere poteva solo ripetere le ultime sillabe della domanda rivoltale. Quando si innamorò di Narciso non potendogli dire dell'amore che provava, gli ripeteva sempre le ultime sillabe delle parole da lui pronunciate. Narciso stanco di quel fatto non si fece più vedere. Eco dalla disperazione di averlo perduto si mise a cercarlo e non trovandolo dal dolore si lasciò morire e di lei restò solo la voce. Gli dèi impietositi la mutarono in roccia.
martedì 22 giugno 2010
ECATE
divinità infernale originaria dell'Asia Minore, venerata poi in Grecia in un culto trinitario con Artemide e con Demetra. era signora del regno infero, delle evocazioni, degli incantesimi e dei fantasmi. I suoi simulacri venivano eretti nell'interno delle case, alle porte delle città, nei trivii e nei quadrivii da ciò le derivò anche l'appellativo di Trivia. Era detta triforme e come tale veniva spesso rappresentata (con tre teste e tre corpi), appunto per ricordare le sue tre attribuzioni: celeste, (Artemide), terrestre (Demetra) e ctonia (Ecate).
sito su ecate
lunedì 21 giugno 2010
DEMETRA
venerata come Madre Terra; ma mentre Gea rappresentava l'elemento primordiale e Rea la potenza generatrice, Demetra era la divinità della terra coltivata, la dea del grano. Con il dono dell'agricoltura, fondamento di civiltà, Demetra dette agli uomini anche le regole del vivere civile e, di conseguenza, le leggi. Nella leggenda, come nel culto, Demetra era strettamente legata alla figlia Persefone che fu rapita da Ade. Nella disperata ricerca della figlia, la dea abbandonò l'Olimpo e rinunciò alle sue funzioni divine, tanto che la terra deperì e smise di dare frutti finché la figlia non le venne resa, almeno per un periodo dell'anno.
Gli antichi videro adombrati in questo mito riferimenti impliciti ai cicli della natura, delle stagioni, dei raccolti, in particolare ai frutti della terra che trascorrono parte dell'anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e fruttificare. Non mancano richiami al destino dell'uomo, il cui corpo, sepolto sotto terra come Persefone, non impedisce all'anima di raggiungere l'immortalità in una continua dialettica di morte e rinascita.
immagine
mercoledì 2 giugno 2010
CIRCE
Famosa maga che abitava l'isola Eèa, la sua storia è largamente narrata nell'Odissea. Ulisse scampato alla tempesta approda nell'isola della maga, i suoi uomini vanno ad ispezionare l'isola e incontrano la maga che dando loro del cibo non appena lo mangiano vengono mutati in porci. Uno degli uomini che non fidandosi non aveva mangiato, corre ad avvisare Ulisse del fatto. Ulisse si arma e corre contro la maga, per strada incontra Ermes che gli dà un amuleto che lo protegge dagli incantesimi della megera. Grazie a questo amuleto Ulisse può con la forza costringere la maga a dare le forme umane ai suoi uomini. Fermatosi un anno nell'isola Ulisse ebbe da Circe un figlio. Quando l'eroe decise che era il momento di ripartire la maga lo lasciò andare.
Circe by wickipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Circe
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Fonti del sito
testi:
Alfredo cattabiani :
Florario per i fiori
Planetario per i segni zodiacali
Laura Rangoni:
Candele, influssi e poteri, medicina popolare
Fabio Nocentini
I Poteri magici del gatto
(per alcuni miei esperimenti e incanti)
Motse Osuna scrittrice spagnola
(da lì, alcuni incanti eoi ispirazioni)
Dorothy Morrison
L'arte della strega
(per l'articolo degli strumenti, divinazioni, ecc)
Dee e divinità: tempio della ninfa prima del 2006
Incensi, di Marieanne e Patrick Caland
IMMAGINI:
le immagini dei miei avatar sono di diversi disegnatori ! deviantart, Gina, Jessica Pin Up, dorian cleavenger, victoria frances, thanya castrillion ecc !!
e altri nel web..


































